Terra Madre. La cerimonia d’apertura

Tra sventolii di bandiere e cori di bimbi ha preso finalmente avvio Terra Madre 2010: 6400 persone convenute da 161 paesi del Mondo. 4432 delegati in rappresentanza di 1557 Comunità del Cibo, affiancati da 650 volontari.

La nostra Condotta è presente con ben 24 persone che rappresentano 4 Comunità del Cibo, 3 Presìdi Slow Food, le Comunità dell’apprendimento degli Orti in Condotta, i cuochi, gli Accademici ed i giovani, nonché 4 volontari.

E, quasi a sorpresa, la portabandiera italiana è la nostra Francesca Doff Sotta!

 

La nostra Francy non sta mai ferma, figuriamoci in questa occasione!

La nostra Francy non si ferma mai, figuriamoci in questa occasione!

 

L’apertura dei lavori è affidata ai rappresentanti di 5 comunità indigene, provenienti dai 5 continenti.

Malebo Manche Male (del popolo Gamo dell’Etiopia), attraverso una leggenda del suo paese, ci ricorda che se vogliamo mantenerci in vita, dobbiamo abbracciarci tutti.

Adolfo Timòtio Mabya (del popolo Guaran, in Paraguay) ci invita ad unirci per dire al mondo che esistono dei modi di accedere alle risorse senza distruggerle.

Albina Marinova (del popolo Kamcharai della penisola di Kamchatka) ci ricorda che alle grandi aziende del caviale non interessa se il pesce risalirà i nostri fiumi anche l’anno prossimo!

Ol-Johán Sikko (del popolo Sami) ribadisce che abbiamo, insieme, la forza per influenzare i grandi della Terra.

Infine Aunty Beril Van Oploo (del popolo aborigeno australiano) ci chiede di impegnarci perché le risorse della Terra siano garantite alle nuove generazioni.

In chiusura della cerimonia, Carlo Petrini, presidente internazionale di Slow Food, ci segnala che quattro categorie di persone sono oggi mese in disparte ed invece dovranno ritornare protagoniste dell’Umanità: gli Indigeni, gli Anziani, le Donne ed i Contadini. Senza di loro avremo ben poche speranze. Oltre al rispetto per queste persone, dovremo anche rimettere al centro delle nostre azioni tre concetti oggi misconosciuti: il rispetto e la valorizzazione della Diversità, l’agire con Reciprocità ed i riscoprire la Fraternità.

È con questi viatici ideali che, domani, inizieremo i lavori di questo incontro mondiale delle Comunità del Cibo.

G.B.

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