… dal Giappone a Primiero, via Torino…

Abbiamo incontrato Takaharu Saito Taka a Terra Madre. Era a Torino come osservatore aggregato alla delegazione degli apicoltori giapponesi, guidata dal suo maestro Seita Fujiwara.

È stato facile intenderci con lui perché era l’unico che parlava italiano; anzi, una particolarissima variante nippo-padovana dell’italiano, dovuta alle amicizie che, da lungo tempo, coltiva nella città del Santo.

Chiacchierando all’Honey Bar, tra un miele e l’altro, Taka ci ha confessato di non aver mai visto un apiario di montagna. Naturalmente, è stato naturale per Adriano e Maddalena, invitarlo da noi per un giro di ricognizione. Ci siamo scambiati e-mail e telefono, anche se pensavamo si trattasse di uno dei tanti inviti che si buttano là, sull’onda dell’entusiasmo, e che quasi mai vanno poi a segno.

Invece no. Pochi giorni dopo la conclusione di Terra Madre, Taka si è fatto vivo dicendoci che, di passaggio da Padova, aveva trovato il tempo per un giro fin su da noi, ai piedi delle Pale di San Martino. Detto, fatto: fissiamo tempi e mezzi di trasporto e, nella mattinata del 29, Gianco preleva Taka a Feltre per poi salire a Primiero.

Ma, prima di proseguire, occorre dire qualcosa di più su Takaharu Saito. Innanzitutto, è un apicoltore novello: ha, da un anno, due arnie sul tetto di casa a Sendai, la città degli alberi, di circa un milione di abitanti, nella prefettura di Miyagi nel nord dell’isola di Hokkaido. Con il suo progetto Memoriateca, si occupa di fotografia e videodocumentazione. Ha realizzato dei lavori dedicati ad ambienti naturali, come le risorgive termali della sua regione, ma anche dei reportage su temi sociali, come quello che documenta la vita di una residenza protetta per malati terminali di cancro (struttura sperimentale praticamente inconcepibile per il sistema sanitario giapponese). Chi volesse apprezzare questi suoi lavori, vada al link di memoriateca. Altri si trovano su: http://www.naruko.org

Il maestro di Taka in apicoltura è Seita Fujiwara, presidente della Japanese Honeybee Association e professore affiliato alla Tokyo University of Agriculture. Opera nella prefettura di Iwate ed è impegnato nella creazione di alveari nel centro di Tokyo che definisce un paradiso per le api. Fujiwara, 52 anni, è stato consulente, nel quartiere Ginza di Tokyo, per la creazione di un allevamento di api in cima a un edificio del quartiere elegante. Il miele prodotto è impiegato per confezionare torte e altri dolci venduti nelle pasticcerie e confetterie di Ginza.  Il miele da api giapponesi, più piccole e meno produttive delle nostre europee, è molto raro e, anche perciò, molto apprezzato. Ha costi da profumi di gran classe… di circa quattro volte superiori a quelli dei mieli da ape europea. A Terra Madre, Fujiwara ha presentato un nuovo modello di telaino che combatte la temibile Varroa: una dei peggiori nemici delle api. Sull’attività di Fujiwara e della Japanese Honeybee Association vedi:  http://sendai-honeybee.org

Ma torniamo a noi. Arrivati nel primo pomeriggio a Primiero, approfittando di un’occhiata di sole (le giornate sono orma brevi e non troppo calde), abbiamo visitato il piccolo apiario di Maddalena, sopra Siror. Aperte alcune arnie e visto lo stato delle famiglie, Taka ha osservato entusiasta le differenze tra in nostri ed i suoi insetti, i vari accorgimenti per isolare le arnie per l’iverno, per garantire alimentazione alle api… e molto altro ancora, fotografando diligentemente (adesso faccio il giapponese, diceva sorridendo) e prendendo appunti sul suo quaderno di viaggio.

Ci siamo poi spostati in Val de S-ciui, a Molarén, dove Taka ha potuto ammirare le ordinate file di arnie e arniette da nuclei di Pietro Orler. Queste ultime, in polistirolo, erano per lui una novità assoluta. Naturalmente, data la stagione ormai avanzata, l’attività delle api è molto ridotta e non dà gran soddisfazioni al visitatore. Nonostante ciò, Takaharu è ripartito in pullman verso Feltre in serata, soddisfatto di questa sua prima escursione in montagna.

Porta con sè delle foto del Pavione che, dice lui, è perfino più bello del Fujiama… (i giapponesi, si sa, sono dei campioni di cortesia…).

Tornerà, spera, d’estate, per vedere le nostre api in piena attività.

Arigatò, Mr. Taka

g. b. e m. l.

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