E se ri-cominciassimo dall’acqua?

La sera del 10 dicembre 2010, presso la Biblioteca di Fiera di Primiero, la Condotta Slow Food Feltrino e Primiero ha celebrato il Terra Madre Day in collaborazione con altre due organizzazioni molto importanti: il Laboratorio Territoriale dell’Agenzia provinciale Protezione dell’Ambiente del Trentino e l’associazione Mandacarù.

Il tema, di recente tornato alla ribalta della stampa, della presenza di arsenico in alcuni acquedotti del Trentino ci ha sollecitato a proporre, in occasione di questa giornata dedicata alla Terra, un momento di meditazione agrodolce. Non fosse altro, perché siamo fatti per il 60/70% d’acqua e ogni giorno ne introduciamo diversi litri nel nostro corpo: in fondo, l’acqua è il nostro primo cibo.

La serata era divisa in diversi momenti:

La proiezione del cortometraggio Nato dolce / Born Sweet di Cynthia Whade, 2010 seguito dalla testimonianza di Francesca Anzi del Gruppo Trentino di Volontariato sugli avvelenamenti naturali da arsenico in Cambogia.

L’intervento del dottor Ernesto Santuliana del Servizio geologico della Provincia Autonoma di Trento ha dato un inquadramento idrogeologico delle sorgenti trentine e, in particolare, di quella di di Passo Gobbera che, a Primiero, ha presentato tracce di arsenico.

A seguire, il dottor Franco Guizzardi del Servizio igiene e sanità pubblica della Provincia ha chiarito i rapporti tra concentrazioni d’arsenico nell’acqua e rischi sanitari, mettendo in evidenza la situazione di Passo Gobbera in relazione all’evolvere delle legislazioni europeee, agli adempimenti da esse previsti e, di conseguenza, agli interventi urgenti che si stanno attuando per risolvere il problema arsenico in quell’acquedotto.

Era presente anche il Sindaco di Canal San Bovo, Mariuccia Cemin che ha voluto chiarire ai convenuti (la sala era piena ed attenta) tempi e modi di soluzione dei problemi di approvvigionamento d’acqua per gli abitanti di Passo Gobbera e dintorni, circa 120 persone.

Il dibattito che è seguito è risultato particolarmente stimolante e civile, nonostante la complessità dei temi e la palpabile tensione indotta dagli immancabili allarmismi di queste occasioni. È soprattutto emersa la voglia di parlare d’acqua da parte dei cittadini che chiedono con forza di essere informati sullo stato di salute di un bene comune irrinunciabile: un vero e proprio diritto di tutti.

Il dovere di informare da parte delle Amministrazioni locali, la necessità di conoscere di tutti i cittadini e la volontà di essere consapevoli e partecipi nella gestione e tutela di questo bene vitale, disegnano una progressione di crescita culturale e civile necessaria ed urgente. Non a caso, a lato del tema proposto, sono emerse, in maniera più o meno esplicita, anche altre questioni. Domande dette e non dette o solo pensate: Chi è oggi il gestore della nostra acqua? Quanto di questo gestore è pubblico e quanto privato? Qual’è la qualità delle nostre acque alle sorgenti? E quale ai serbatoi? Che interventi di risanamento subiscono? Quale lo stato delle nostre reti di distribuzione? Ci sono sprechi d’acqua? Che rapporto c’è tra idroelettrico e acque potabili? Ed è vero che a San Martino, l’anno scorso, si sono usate acque potabili per sparare neve dai cannoni?

Quando prese avvio, anni or sono, esattamente il 29 marzo 2004, con tanto di firme pubbliche e grancassa, l’Agenda 21 locale a Primiero proclamava, guarda caso, Cominciamo dall’Acqua. Chi partecipò a quei lavori sul nostro futuro ricorda bene il grande lavoro di informazione che fu fatto da istituzioni e volontari. Peccato che poi quell’esperienza si sia insabbiata (purtroppo mai metafora fu più calzante…) e la rete di cittadini che era sorta si sia sciolta come neve al sole. Eppure era ben evidente anche allora che, come scriviamo nella nostra locandina, informazione, conoscenza e consapevolezza sono tre gradini differenti di lettura della realtà. Che quando ci sono in ballo la nostra salute e quella del Pianeta, non possiamo accontentarci dell’informazione spot o, peggio, terroristica dei media in cerca di scoop, non basta nemmeno la conoscenza specialistica degli addetti ai lavori, ma occorre proprio una consapevolezza diffusa e continuativa delle questioni. Come per il cibo, serve una filiera corta dell’acqua che permetta ad ogni cittadino di attingere direttamente da chi ne è responsabile le informazioni che gli servono.

In chiusura abbiamo proposto un finale conviviale con acque addomesticate: da sempre l’uomo, per rapportarsi con l’acqua sente il bisogno di filtrarne la naturalità attraverso la propria cultura. Che lo faccia attraverso rielaborazioni culturali (come, per esempio, questa serata), attraverso interventi tecnici (come il de-arsenificatore che sarà transitoriamente applicato alla sorgente di Gobbera, in attesa del nuovo acquedotto), oppure attraverso operazioni culinarie (passando così dall’acqua cruda a quelle cotte) poco importa. Sono appunto alcuni esempi di acque addomesticate quelli che abbiamo offerto agli intervenuti: dalla bibita calda con sciroppo di fiori di Sambuco nostrani proposta da Guido, al Snow Bud offerto da Maddalena, alla tisana di Achillea, Cataarie e Calendula presentata da Marina, Adriana e Gabriella di Vanoi Officinalis (Vanoi Officinalis) con le sorprendenti meringhe al timo e la crostata alla lavanda, fino al Chinotto vero, prodotto con i frutti del Presidio Slow Food del Chinotto di Savona.

E così sorseggiando, altri discorsi ed idee sono emersi. E questo primo incontro sembra chiamarne altri. Perché quindi non ri-cominciare dall’acqua? È un impegno la nostra Condotta (assieme a chi altri vorrà esserci) potrà assumersi in futuro. Per ora, ringraziamo davvero, indistintamente, tutti coloro che hanno dato una mano per la riuscita di questa serata.

g. b.

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