Un mondo in pan(n)e?

Ancora una volta, grazie alla collaborazione con il Focus Group Immigrazione e l’Associazione traME e TErra, ritorna in piazza il progetto di Cucine Migranti.

Come per le esperienze precedenti si è cercato di individuare un alimento che potesse accomunare più Paesi.

È così nata l’idea di lavorare sul pane, alimento particolarmente caro sia dal punto di vista prettamente alimentare che per il bagaglio culturale/affettivo che porta con sé.

Il pane è stato infatti individuato come alimento particolarmente significativo non solo dal punto di vista alimentare (presente in quasi tutte le culture – anche in quella africane si è riusciti alla fine ad individuare il pane di riso -, consumato da solo o legato a pietanze specifiche, prodotto utilizzando cereali diversi a seconda delle risorse del Paese e, come nel caso del Pan de Sorc, riprendendo vecchie ricette rielaborandole alla luce della ripresa della coltivazione del mais), ma anche come esempio dell’alto valore del cibo (racconta Hamid, dall’Iran, che quando anche un solo tozzo di pane toccava terra, immediatamente ci si precipitava a raccoglierlo e baciarlo in segno di rispetto e scusa) oltre che con un intrinseco significato simbolico  (Elena e Ala ci hanno dato moltissimi esempi delle modalità di dono-consumo del loro Paese: un pane per i matrimoni, un pane per il nascituro, un pane per la festa ecc…).

Qui di seguito potete scaricare il ricettario che abbiamo proposto per l’occasione.

Ricette in pan(n)e

E proprio dal confronto reciproco nasce anche l’idea del nome: Mondo in pan(n)e, gioco di parole frutto di una riflessione e di un confronto che non possono evolvere indipendentemente da un pensiero volto alle risorse (dalle quali il pane viene prodotto).

“Ma se il pane è tutto ciò, perché brevettiamo le sementi sottraendole agli agricoltori? Perché impieghiamo i cereali per nutrire il bestiame da carne? Perché vorremmo usarli per far correre le nostre automobili?”

e da un pensiero legato alla perdita di consapevolezza in relazione a ciò che si consuma e che forse sta contribuendo a mandar sempre più in pan(n)e questo nostro variegato mondo.

La chiacchierata in pubblico

I pani della festa in degustazione

A questo link (http://www.youtube.com/watch?v=ulnMJ6cb9ko), potete vedere il video, girato da Paolo Loss , durante la Festa del Sabato del mondo /Sabato del borgo, momento conclusivo di questo percorso, durante il quale Elena (dalla Moldavia), Hamid (dall’Iran) e Marina (da Ronco) si sono pubblicamente raccontati attraverso alcuni stimoli lanciati da Angelo e Gianco. Ancora un volta vale la pena evidenziare come l’esperienza raccontata altro non sia che il loro modo di vivere un alimento e di narrare, anche attraverso di esso, una parte del loro Paese. In un atmosfera conviviale, oltre ai pani proposti dagli intervistati, si sono potute assaggiare anche le leccornie di Vesna e Zeituni (dalla Bosnia e dalla Tanzania).

A questi link legati a “Mondo in pan(n)e”http://www.youtube.com/watch?v=TBlu9UAu_SUhttp://www.youtube.com/watch?v=EsDKbwJtXkI ) potete trovare anche la discussione condotta da Don Duccio e alcuni membri del Decanato di Primiero, sulla sacralità del pane, ricorrente figura non solo per la religione cattolica ma anche per alter religioni.

cg

Ultima cena con pani. XIII sec., chiesa di San Vittore a Tonadico

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