Indovina chi viene a cena? L’Iran di Hamid.

Ecco il nuovo appuntamento con “Indovina chi viene a cena?”, progetto di cucina migrante che la Condotta organizza in collaborazione con l’Associazione traME e TErra al Centro Interculturale noiAltri.

Questa volta è stato il momento di Hamid e della cucina iraniana raccontata attraverso i suoi saperi e con la quale tutti i presenti si sono messi alla prova come novelli cuochi.

Ecco il racconto della serata fatto da Gabriella, attenta partecipante alla serata!

Conoscevo Hamid il Farmacista, non Hamid il Cuoco. Disposto alla conversazione, allo scambio di battute, compreso nella preparazione, a volte complessa, delle sue pietanze e, direi, anche didattico.

Cena iraniana dunque.
Una ragazza di Cagliari, una coppia di Lamon, la sottoscritta di Venezia: “taliani”; gli altri: locali di origine o naturalizzati.
Non tutti ci si conosceva, ma siamo stati bene. Abbiamo lavorato fianco a fianco, secondo le istruzioni ora di Hamid, ora di Annamaria, sua moglie. Abbiamo riso insieme, spiluzzicato, assaggiato tutto, assaporato aromi a noi poco noti cercando di individuarne la spezia relativa.

Protagonista della cena è stato decisamente il riso basmati.
Spezzatino e arrosto di agnello ci sono familiari anche se qualche spezia ci mancava all’appello e qualche passaggio era un po’ diverso.
Mail riso basmati alle verdure! Quello sì è da starci con il naso sopra e per il profumo e per il procedimento di cottura.
Il riso bolle nell’acqua, una ricca manciata di un’erbetta secca sfuma di verde la “pozione” un aroma si diffonde e ci avvolge. È aneto.
Due ciotoline di legumi verde brillante vengono aggiunte: fave fresche, che nessuno dei presenti ha mai assaggiato fin’ora. Tutto bolle. Per poco. Il riso variegati e punteggiato di verdi differenti spicca nello scolapasta.
Bisogna rimetterlo nella pentola, senza acqua questa volta, a continuare la cottura.
Sembra un rito. Sul fondo coperto di fette di patate sfrigolanti e gialle di zafferano, Hamid adagia con delicatezza il riso soffice, una montagna di riso. Ora deve prendere fiato, , deve respirare, inebriarsi di profumi, il riso, attraverso i fori praticati con il manico di legno di un mestolo. Questa poi!
Noi seguiamo, tutti lì, curiosi, stipati a semicerchio nella piccola cucina.
Lasciamo il riso alla sua cottura.
Terminiamo gli stuzzichini, prepariamo la tavola. L’atmosfera è rilassata, allegra, ci scambiamo pareri, commenti, variazioni di ricette. Chi fuma in terrazza, chi aiuta in cucina.
Ecco il riso è pronto.
Hamid, con ferma e agile presa, rovescia deciso la pentola (come si farebbe per un budino) su un grande piatto. Piano piano la solleva e appare un “panettone” di riso bianco striato di verdi, con un cucuzzolo di patate rosolate e croccanti e le falde sfumate di zafferano.
Ragazzi oltre che splendido, ottimo!

 
Gabriella Bosmin,
la veneziana, per chi mi prende in giro con affetto ovvero la moglie di Paolo Meneguz, per chi mi conosce poco.

Qui qualche altra foto di “Indovina chi viene a cena?”

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